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| Sabato 19 Gennaio 2008 09:53 | |||
![]() C'era una volta in Vespa
Sono stato un ragazzino timido, con due sorelle molto legate tra loro e abituate a fare tutto insieme. Il mio compagno di giochi era Charlie, un bassotto scatenato e simpaticissimo, che sembrava capire al volo il mio disagio e faceva di tutto per distrarmi. Forse per questo mio padre decise, quando raggiunsi i 14 anni, di comperarmi una vespa. Era la metà degli anni settanta, la primavera del 1975.
Mi ricordo che lo seguii dal concessionario mansueto e forse rassegnato.
Di fatto fu lui a scegliere il mezzo, un cinquantino special. Quasi non venni interpellato se non, ad un certo punto, per la scelta del colore. Poco ci fu che diventassi rosso. A me piaceva il bianco, un colore diciamo “anonimo”. Ma mio padre, conscio del mio disagio e credo benevolmente intenzionato a farmi uscire da quello stato, mi propose un bel rosso arancione. Accettai a malincuore, già immaginandomi le figure che avrei fatto in giro per la città con la vespa di quel colore!
L’approccio col mezzo fu lento ma facile. In breve divenne il mio nuovo compagno di giochi (a parte ovviamente Charlie) e la città fu subito mia.
A questo punto mio padre credo pensasse a completare l’opera. Mancava infatti l’ultimo tassello, l’amicizia.
Mi propose di andare a trovare il figlio di un suo amico, che aveva una vespa come la mia ma bianca (che invidia!) e abitava in una villa alla periferia della città, quasi in campagna. Cesare era stato mio compagno di classe alle medie, così come Fabio che abitava lì vicino.
Presto si formò una compagnia che iniziò ad esplorare la campagna. In genere ci si trovava alla fine delle scuole, in giugno (le mamme in questo erano piuttosto severe, prima…si studia!). A breve si aggiunsero le ragazze, inizialmente guardinghe e riservate, poi entusiaste. Alcune avevano mezzo proprio (generalmente un ciao o un garelli) altre erano giocoforza passeggere, con gran gioia di noi maschi.
Si formarono quindi equipaggi misti e oserei dire fissi. Non posso dimenticare la mia prima fidanzatina, Emi, che mi faceva diventare rosso come un peperone e che mi faceva spesso fare un gesto che mi contraddistingueva, cioè tirarmi giù i capelli riccissimi sulla fronte (ahi, la mia timidezza!).
Sono esperienze che a quella età ti segnano e che rimangono per tutta la vita. Ancora adesso, se ci penso, ho un tuffo al cuore!
In buona sostanza la vespa mi ha aiutato (e mi aiuta ancora) a socializzare. Credo possa essere di aiuto anche ai ragazzi di oggi, abituati a diverse forme di comunicazione forse meno dirette, non vis à vis.
Alla scoperta di se stessi e degli altri, dunque, nel rispetto di una tradizione che perdura da anni, da generazioni.
Andrea Storia di un’ordinaria domenica in Vespa Sveglia all’alba pieni di entusiasmo e di voglia di fare qualcosa di straordinario.
Si scende in garage ed inizia il rito della preparazione della miscela: tanta attenzione, gesti lenti e misurati e via che sia parte, non prima di aver riempito il boccettino dell’olio nella “pancia” della Vespa, preso gli attrezzi “che non si sa mai” e gonfiato le gomme (compresa quella di scorta). Due colpi di pedivella e già sento ronzare il motore senza neanche tirare l’aria: bentornata bambina dal lungo letargo! Ingrano la prima e vai…con il cambio che mi aiuta a mangiare l’asfalto, non più di 60 km/h, i freni lenti che devi pensarci bene prima di fare inchiodate ed i pesi distribuiti in modo un po’ strano. Devo riprendere confidenza, ma si sa, è come andare in bicicletta, una volta imparato basta buttarsi e tutto fila liscio come l’olio. Prima, seconda, terza….e poi quarta e lei si arrampica su e giù per le colline, piega nelle curve più spigolose e tossisce piccole nuvole di fumo in ripresa di velocità. In salita si “smanetta” un po’ tra seconda e terza, ma nulla intimorisce il suo motore, abituato a fare di tutto e di più senza fatica! Con lentezza e caparbietà arriveremo in cima al mondo! Tanto non c’è fretta…e chi ne ha cambi mezzo! Sali, scendi e dritto e rovescio: tutti ci salutano perché di Vespa tutti se ne ricordano una! E’ il patrimonio genetico dell’Italia e noi siamo i più invidiati di tutti! Altro che scooter… Forse bisognerebbe anche fermarsi a fare miscela….ma è talmente tanta la strada che si può fare con un pieno che anche questa preoccupazione non ci attanaglia!...e poi lei ti avvisa, in modo discreto e deciso, e tu allora non puoi più stare a pensarci su, devi accontentare le sue piccole esigenze. Anche se non te lo chiede, devi darle un attimo di respiro ogni tanto, giusto per confermarle che ad un’anziana signora di animo generoso bisogna saper dimostrare il rispetto che si merita! Ogni tanto c’è voglia di fare a gara: ecco che si apre il gas …60….70….80 km/h…e sfrecci alla velocità della luce! Poi decidi di rallentare per non far affaticare il motore e per riprenderti da quell’attimo di brivido che ti percorre la schiena. Ma è cosa di un attimo ed ecco che saresti subito pronto a gareggiare di nuovo. La giornata passa veloce tra distese e curve gomito, tra discese e paesaggi mozzafiato: ed i km scorrono senza tregua e senza inganno, quasi a lasciarti incredulo quando farai il totale. La schiena è un po’ stanca e le buche ogni tanto si fanno sentire, ma la soddisfazione di avere un mezzo con cui girovagare per il mondo è tale che tutto passa in secondo piano. La Vespa è la Vespa e se non fosse tale bisognerebbe inventarla di nuovo!
Riportiamo qui di seguito un elenco di libri a tema Vespa tratto dal sito www.paroleinvespa.tk su gentile concessione dell'autore. Cliccando QUI potrete consultare anche le trame dei libri proposti.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 18:44 |